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GD :Roba da pirla la polemica sulla parola compagno |
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domenica 27 giugno 2010 |
di Eloisa Covelli da altroquotidiano.it Cos’è roba da Giovani Democratici? “Finire Sui Media Nazionali Solo Con Uscite Da Pirla”, scrive Marco Mignola sul gruppo Facebook dei GD. Questa sparata la dice lunga su come i giovani e giovanissimi piddini vedano la polemica scatenata da una lettera a Bersani da cinque loro “colleghi” di partito (se li chiamiamo “compagni” rischiamo la querela). Ma facciamo nome e cognome: Luca Candiano, Veronica Chirra, Matteo Cinalli, Sante Calefati e Marino Ceci, alla fine della manifestazione anti-manovra al Palalottomatica dicono che no, loro non si riconoscono in questo appellativo, usato peraltro dall’attore Gifuni, che neanche ha la tessera di partito. Ma chi rappresentano questi cinque impavidi? “Rappresentano solo se stessi”, dice sicuro Fausto Raciti (a sinistra in foto), segretario dei Giovani Democratici. “Per me va bene qualsiasi nome, tranne camerati
L’importante è dire qualcosa che venga capito all’esterno. E’ patetico sollevare una polemica del genere dopo la manifestazione contro la manovra, mentre c’è il problema di Pomigliano e il governo sta riproponendo un condono”. “E tutto questo – continua Raciti – viene dopo un dibattito patetico sul simbolo del Pd, sul nome da dare alla festa dell’Unità. Ora io ne lancio un altro: sul significato storico del pugno chiuso”. Ride Fausto, il giovane siciliano chiamato alla guida dei giovani del partito. Il nome “compagni” non dà fastidio neppure ad Antonino Castorina, 25enne reggino, nell'esecutivo nazionale dei GD. “Io vengo dalla Margherita”, spiega all’Altro quotidiano, “eppure il nome compagni non mi crea nessun problema”. E pensare che è del 1985 e il muro di Berlino manco se lo ricorda. Ma sul gruppo Fb “roba da giovani democratici” c’è anche chi spara a zero sui giornalisti che hanno montato la notizia. “Questa volta – scrive Mauro Giroletti- però la colpa principale è dei nostri cari giornali e dei nostri autorevoli giornalisti che tra le tante cose dette, tra i tanti spunti e tra le tante proposte hanno saputo giustamente dare risalto a una questione importantissima come questa. Cara Repubblica: più fatti e meno p******, più approfondimenti e meno gossip!! Capisco che sia luglio e si devono vendere cmq i giornali però …”. |